Quatuor Ardeo

MI-SA YANG E SOPHIE WILLIAMS - VIOLINO

YUKI HARA - VIOLA

JOËLLE MARTINEZ - VIOLONCELLO

Programma

W.A. MOZART (1756-1791)

Quartetto n°14, K.387 (1782)

L.V. BEETHOVEN (1770-1827)

Quartetto n°7, Op. 59 n°1 (1806)


BIGLIETTI

INTERO 12€
ABBONAMENTO ALLA RASSEGNA DI 3 CONCERTI 30€

Acquisto in sede prima dell'inizio dei concerti o prevendita.

PREVENDITA
Concerto
Abbonamento alla rassegna

Teatro Belloc

Via Piave 15, San Giorgio Canavese

Concerto - h.20.45

(Biglietti acquistabili anche in loco il giorno del concerto)


Quartetto Ardeo 

Il Quatuor Ardeo nasce a Parigi nel 2001, dall’incontro di quattro musiciste accomunate da una profonda complicità e da una passione condivisa per la musica da camera. Il suo nome, Ardeo, significa in latino «io ardo»: un’immagine che ben rappresenta l’energia, l’intensità e la vitalità interpretativa che contraddistinguono il quartetto.

Affermatosi sulla scena internazionale grazie a importanti riconoscimenti nei concorsi di Bordeaux, Mosca, Melbourne e Bologna, il quartetto si distingue per la curiosità musicale e per la capacità di coniugare rigore e libertà espressiva. Accanto ai grandi classici del repertorio, le quattro musiciste esplorano la musica contemporanea e progetti originali, collaborando con compositori e interpreti di primo piano.



Programma

Due quartetti, due personalità e due modi diversi di rivoluzionare la musica da camera. Mozart compose il suo Quartetto KV 387 nel 1782, inaugurando la celebre serie di sei quartetti dedicati a Haydn, il compositore che più ammirava e che considerava un vero maestro. Con un pizzico d’ironia, Mozart si diverte a giocare con le aspettative dell’ascoltatore: nel Menuetto, ad esempio, gli accenti spostati e le sorprese ritmiche mettono in discussione la naturalezza della danza, mentre nel finale il contrappunto si fa quasi un gioco di prestigio.

Una ventina d’anni dopo, Beethoven affronta il quartetto d’archi con uno spirito completamente diverso. Il Quartetto op. 59 n. 1, scritto nel 1806 per il conte russo Andrej Razumovskij, suo committente e mecenate, suscitò inizialmente perplessità per le sue dimensioni monumentali e le sue audacie espressive. Si racconta che, di fronte alle critiche di chi non riusciva a comprenderlo, Beethoven rispondesse con orgoglio: «Non è per voi, ma per un tempo futuro!»


Avanti
Avanti

Discoteca Olivetti